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I metodi più economici trovati da Schietti per stivare anidride carbonica e salvare il mondo dall'effetto serra





- Alcune idee che potrebbero salvare il mondo ideate alcuni anni fa da Schietti nelle foreste della Val di Vara in cui faceva pulizie dei boschi per stivare anidride carbonica -

Che fine ha fatto 100 Milioni di Tonnellate, il blog di grande successo di Schietti, in rete fra il 2006 e il 2008, con 1000 visitatori al giorno, con il quale si prefiggeva di produrre ogni anno solo in Italia 100 milioni di tonnellate di biomassa di recupero?

Il progetto è ormai decollato come tante altre idee di Schietti e si possono già trovare in commercio tanti prodotti ideati da Schietti tra cui il mattone di canapa, trucioli di legno e calce (quello ideato da Schietti però era solo di biomassa).

Partiamo dall'inizio, era il 2006, Schietti aveva già inventato il suo famoso Motore Schietti, viveva in Val Di Vara in un paesino di 40 abitanti sperduto tra le foreste.

La domanda di base era come sottrarre immense quantità di anidride carbonica dall'atmosfera per fermare l'effetto serra, salvare le foreste, produrre biomassa, salvare il territorio dal dissesto idrogeologico, prevenire incendi e dare lavoro a milioni di persone.

Per risolvere il quesito Schietti andò a vivere in mezzo ai boschi e alcuni abitanti della valle gli diedero in gestione un grosso pezzo di foresta dove condurre studi. Ogni giorno pubblicava nel suo blog un servizio o dei video dei suoi studi dai boschi della Val di Vara. Aveva chiamato il suo bosco Parco della Pace: Scuola dello Sfruttamento Razionale delle Foreste.

La proposta più diffusa dai media per tranquillizzare sull'effetto serra era quella di sottrarre anidride carbonica dall'atmosfera con impianti enormi e costosi ad energia solare e stivarla da qualche parte oppure produrci carbonio liberando l'ossigeno a costi spaventosi. Ma avevo fatto due calcoli e serviva una distesa vasta come il deserto del Sahara a pannelli fotovoltaici.

Il legno è carbonio per intenderci. La fotosintesi clorofilliana libera l'ossigeno dall'anidride carbonica e fissa il carbonio nel tronco dell'albero, nelle foglie, nelle radici.

Con l'energia del Motore Schietti sarebbe possibile produrre carbonio dall'anidride carbonica, non sarebbe troppo costoso e non è da scartare a priori. Ma per produrre anidride carbonica dall'aria servono zone desertiche e impianti solari della dimensione di un albero, oppure grandi aziende e l'energia del Motore Schietti. Dove è possibile però è meglio piantare alberi che producono direttamente carbonio a poco prezzo. Il carbonio prodotto industrialmente andrebbe comunque utilizzato come legno, plastica o metallo, oppure stivato. Si parla di miliardi di tonnellate di carbonio all'anno, foreste immense, pensate all'Amazzonia, non si può fare industrialmente l'Amazzonia, va salvata.

Quindi rimane sempre aperta la strada di Schietti di produrre 100 milioni di tonnellate di biomassa di recupero all'anno in Italia e miliardi di tonnellate nel mondo senza intaccare le foreste.

Fra i metodi proposti da Schietti vi era la canapa sativa in terreni in disuso o da rigenerare (da mietere 15 giorni prima della fioritura per impedire che venga ibridata con canapa indica per produrre droga),  vedi http://domenico-schietti.blogspot.it/2015/09/coltivazione-canapa-sativa-con.html

Ma non dimentichiamo la pulizia dei boschi da foglie, pigne, aghi di pino, rametti morti, specie invasive, alberi troppo fitti. Schietti in autunno nel suo bosco produceva circa 100 euro al giorno di biomassa senza tagliare alberi. Non è difficile da capire, chiunque abbia un giardino produce biomassa che deve portare in discarica. Pensate alle pinete quanti chilogrammi di pigne ed aghi di pino producono ogni anno. Pensate nei boschi cedui la grande quantità di foglie facilmente raccoglibili in autunno. Le foglie e le pigne lasciate marcire nei boschi liberano metano un gas 20 volte più dannoso dell'anidride carbonica. Schietti aveva trasformato il suo bosco in una specie di parco e lo teneva pulito producendo biomassa. Sembra fantascienza, ma una volta era normale: in Italia nel 1910 si producevano 900 milioni di chili di castagne, nel 2010 solo 20 milioni. La gente passava al setaccio tutti i boschi, le castagne erano il pane dei poveri. E quindi venivano tenuti puliti da rametti e alberi morti per far funzionare le stufe senza tagliare alberi. Vanno ancora passati al setaccio i boschi.

Con l'aggiunta appunto di biomassa di parchi e giardini e con gli sfalci agricoli non era impossibile raggiungere l'obiettivo di 100 milioni di tonnellate l'anno. Normalmente questi prodotti vengono bruciati per produrre energia o lasciati marcire nei campi.

Schietti proponeva anche di allargare le siepi a bordo dei campi coltivati di 3-4 metri per creare vaste zone di vegetazione continua in cui gli animali potessero vivere, e coltivare noci o altri alberi utili anche in falegnameria, o per produrre cibo o biomassa.

Il tronchetto di pellet prodotto con legno di scarto ed il pellet per stufe apposite sono ormai un grande successo, anche se spesso vengono utilizzati alberi di foreste della Romania o del Brasile non certificati. L'ideale come proponeva Schietti era di produrli con sfalci, potature, rametti, foglie, pigne, canapa riducendo gradualmente l'utilizzo di biomassa per riscaldamento promuovendo i riscaldamenti a pompa di calore elettrici con sonda geotermica: vedi http://domenico-schietti.blogspot.it/2015/09/impianti-di-riscaldamento-pompa-di.html

Fra i vari prodotti che Schietti ideò vi era il Cubo di Schietti, o se preferite il Mattone di Schietti, un mattone di biomassa con il quale costruire case, pareti o da stivare in magazzini o riempire le miniere di carbone. Il Mattone di Schietti è realtà, è in vendita.

L'altra idea importante era di nutrire insetti con sfalci agricoli, foglie e potature di bosco, biomassa di parchi e giardini e con gli insetti alimentare pollame e pesce d'allevamento per ridurre il fabbisogno di cereali e soia e salvare le foreste dal taglio per scopi agricoli, o tornare a coltivare alberi o canapa in terreni esausti. Con gli escrementi degli insetti produrre concime. Vedi http://domenico-schietti.blogspot.it/2015/09/insetti-nutriti-con-sfalci-agricoli.html



Tra gli sfalci agricoli ricordiamo i residui di pannocchia di mais e di girasole (la pannocchia senza semi), molti milioni di tonnellate, oltre 200 milioni complessivamente nel mondo, praticamente l'intera produzione mondiale di carta. Sono fatti quasi interamente di cellulosa ed invece vengono lasciati marcire nei campi o bruciati. Si potrebbe produrre carta, scottex, tovaglioli, fazzoletti di carta, carta igienica, cartone, pannolini.

L'altra grande idea di Schietti che ormai è decollata sono le foreste certificate con la biomassa certificata di produttori garantiti che ciclano le foreste o coltivano alberi. Ormai è difficile vendere biomassa se non è certificata. Ci sono tante proposte di Schietti contro la deforestazione tra cui non dimentichiamo che con i proventi del Motore Schietti, centinaia di miliardi l'anno, si potrebbero comprare immense foreste in tutto il mondo per salvarle, vedi: http://domenico-schietti.blogspot.com/2015/09/le-proposte-di-schietti-contro-la.html

Fra le tante mie invenzioni voglio ricordare il mini-elicottero drone antincendio con idrante a pioggia facilmente ricaricabile. Potrebbe essere molto utile per spegnere incendi boschivi, vedi: http://domenico-schietti.blogspot.it/2015/09/incendi-boschivi-mini-elicottero-di.html

100 Milioni di Tonnellate è un sentiero aperto percorribile perché dovranno essere stivate ogni anno milioni di tonnellate di carbonio senza tagliare le foreste. E' ancora presto per dire quale metodo diverrà il più economico.

Non dimentichiamo i Monasteri Schiettisti in zone naturali dove milioni di poveri in tutto il mondo potrebbero vivere insieme riducendo la natalità e procurandosi reddito con la raccolta di biomassa pulendo i boschi: vedi http://domenico-schietti.blogspot.it/2015/09/il-monastero-schiettista-la-comunita.html

Schietti lanciò tante altre idee. Per esempio alcune varietà di alberi come la betulla, il castagno ed il faggio possono essere potate molto bene perchè ramificano e sono ottime in falegnameria. E quindi coltivazioni di betulla che possono essere potate ogni anno per produrre reddito annuale con gli sfalci e poi dopo 40-50 anni con i tronchi belli grossi, essere tagliate e produrre mobili o cellulosa. Senza fretta come avviene invece con le coltivazioni di pioppi che vengono tagliate dopo pochi anni per far rendere l'investimento, ma ad alti costi di impianto e bassa resa di carbonio. Anche il pioppo potrebbe essere potato ogni anno e tagliato dopo 30 anni invece che dopo 12.

In Italia lungo le autostrade spesso ci sono siepi di arbusti fra le due carreggiate. L'idea potrebbe essere ampliata anche lungo le strade statali o provinciali magari ai fianchi della strada.

A Milano l'idea di di riforestare le città ha preso e il sindaco dopo le continue mail di Schietti ha piantato oltre 50 mila alberi che producono biomassa anche se si può fare di più. Alcuni commercianti hanno messo vasi con piante (per esempio il pitosforo nano) fuori dai negozi. Alcuni hanno fatto aiuole sui marciapiedi. Alcuni vere proprio siepi nei vasi o nel terreno che in estate rinfrescano invece dell'asfalto dei marciapiedi.

Il Bosco in Verticale è a Milano ed è stato eletto l'edificio più bello del mondo. Tutte le case potrebbero mettere piante sui terrazzi o costruire altane vicino alle finestre dove poggiare dei vasi producendo milioni di tonnellate di biomassa. Nelle grandi città sono utili anche le piante da appartamento: un milione di piante in casa in una città di un milione di abitanti sono sempre un milione di piante.

Ottima anche l'idea di vendite promozionali di alberi da giardino promosse con adeguata pubblicità in modo che che vive in ville o in condomini con giardino prenda in considerazione di piantare qualche altro albero, arbusto, siepe.

Importantissima la raccolta differenziata di carta, cartone, legno, che vanno riciclati con apposite lavorazioni.

Vanno presi in considerazione anche i metodi per consumare meno biomassa.

Un esempio tipico è la carbonella vegetale per grill. Va utilizzata solo quella di legna coltivata di foreste certificate, in particolare di rametti potati senza tagliare gli alberi. In ogni caso va disincentivato l'utilizzo e in alternativa va proposta la cucina solare o il grill elettrico.

I pannolini usa e getta andrebbero tassati come prodotto di lusso. Solo in Italia ne vengono consumati 6 milioni al giorno, 2 miliardi all'anno per un consumo di 600 mila tonnellate di pasta legno. Meglio i pannolini riutilizzabili che si lavano facilmente.

Con internet è stupido comperare giornali infatti molto edicole chiudono per scarsità di lavoro, ma è evidente che i giornali cartacei andrebbero tassati e non sovvenzionati. Vale lo stesso discorso per pubblicità cartacea di grosse dimensioni, meglio un biglietto da visita con un link e quindi una tassa sui lavori tipografici o obbligo di utilizzo di cellulosa di biomassa certificata coltivata.

Non mi spingo fino a moraline sull'uso di fazzoletti di carta, tovaglioli di carta, scottex casa, carta igienica, ma è evidente che non vanno incentivati i consumi e sarebbe utile l'obbligo di utilizzare solo cellulosa di canapa, di sfalci agricoli, di legna coltivata o riciclata.

Non tornerò in mezzo ad una foresta personalmente per fare altri esperimenti. La mia ricerca si concluse positivamente, era possibile produrre 100 milioni di tonnellate di biomassa senza distruggere le foreste in modo che sui tronchi degli alberi si accumuli carbonio.

In paesi tropicali è possibile anche coltivare in mezzo alle foreste varietà di legno come il tek o il mogano senza abbattere la foresta,  piantando questi alberi nel loro ambiente naturale, la foresta, lungo un percorso su cui tornare dopo 20-30-40 anni al momento del taglio. Quindi per esempio ai margini delle strade o dei sentieri e difendere la foresta per salvaguardare i legni pregiati coinvolgendo le popolazioni indigene.

E così anche per specie come il Noce Amazzonico che producono ottime castagne commerciate in tutto il mondo, o piante che producono medicinali come l'uncaria sempre dell'Amazzonia che crescono solo nella foresta.

Però sono necessari i Monasteri Schiettisti o squadre specializzate perché altrimenti i raccoglitori estemporanei uccidono tutti gli uccelli e gli animali durante gli spostamenti nella foresta per nutrirsi. Ed ora con lo zika chi vive nella foresta con la moglie e fa figli rischia grosso.

In ogni caso vanno disincentivati consumi di prodotti che portano alla deforestazione come l'olio di palma indonesiano, la carne bovina per realizzare pascoli o coltivazioni di soia e cereali per nutrire bovini. Il vegetarianesimo almeno 4-5 volte alla settimana è una buona proposta: https://domenico-schietti.blogspot.it/2015/09/vegani-vegetariani-semivegetariani.html

In zone semidesertiche famosi gli studi sull'acqua di condensa da produrre con l'energia del Motore Schietti in grossi impianti, gli impluvi per la raccolta dell'acqua piovana nella stagione delle piogge, e le specie di alberi resistenti in zone siccitose come l'argan, il tamarugo, il karitè, il baobab, il pistacchio, il mandorlo. Vedi http://domenico-schietti.blogspot.it/2015/09/2500-litri-di-acqua-potabile-di.html

Infine bisogna lottare contro la sovrappopolazione diffondendo la Dottrina di Schietti dove si spiega che non siamo a casa nostra, ma a casa di Madre natura e dobbiamo seguire le sue leggi e non abbiamo l'autorizzazione di avere figli in eccesso e quindi si devono usare i metodi anticoncezionali, vedi: https://domenico-schietti.blogspot.it/2015/09/sovrappopolazione-e-impronta-ecologica.html

Nel 2006 era presto, ma non da stupido infatti ebbi grande successo. Nel 2016 comincia ad essere tempo. Nel 2026 bisognerà cominciare a stivare milioni di tonnellate di carbonio ogni anno, volenti o nolenti senza tagliare le foreste.

Non aggiungo altro, ribadisco che è il momento di una svolta, molti dei prodotti che finanziano il governo mondiale non interessano le masse che protestano (armialcoolsigarettedrogaprostitutesodomiacarne bovinainsaccatilegname di foreste verginipesticididetersivipetrolionuclearecarbonepellicceavorioanimali raritonno in scatola, baccalà, tacchi a spillo, ateismo, banconote in carta e decine di altri prodotti nocivi come traffico di organi, cibo OGMsovrappopolazionemedicinali inutilialzheimerimballaggi di plasticapallini di piombo, caro estinto, sesso estremofilm pornoolio di palma, lettini UVA, tuta alare, consumo di territorio, gioco d'azzardo, utero in affittosuicidio assistito, ...).

E' inutile vietarli in assoluto, ma è diventato evidente che sono nocivi e alle masse non interessano e quindi è necessario aderire alla mia Dottrina ( http://domenico-schietti.blogspot.it/2016/05/la-dottrina-di-schietti.html ) e finanziare il nuovo corso con il Motore Schietti ( https://domenico-schietti.blogspot.it/2016/05/motore-schietti-energia-per-tutti-no.html ).

La gente lavora comunque per avere una casa, una moglie, dei figli, cibo buono, vacanze, elettrodomestici, smartphone, vestiti belli, auto ecologiche,... non c'è bisogno di tenere miliardi di persone in povertà in balia di guerra ed effetto serra dipendente da prodotti nocivi monopolizzati per avere lavoratori a buon prezzo sottomessi economicamente, fisicamente e psicologicamente.

Vogliamo prodotti buoni, utili, ecologici, etici, basta guerra, effetto serra e povertà! No terrore! No ultimo fiume, ultimo pesce, ultimo albero!

Domenico Schietti
http://domenico-schietti.blogspot.it/



LA FIBRA DI CARBONIO SOSTITUIRA' LEGNO, PLASTICA E METALLO?

- Con l'energia del Motore Schietti si riesce a produrre a prezzo ragionevole fibra di carbonio dall'aria, anche se non in quantità sufficiente per fermare l'effetto serra -

Il carbonio è legno, con la fotosintesi clorofilliana le piante producono legno, cioè carbonio. Se si riuscisse a produrre carbonio dall'aria chimicamente si ridurrebbe l'effetto serra e lo si potrebbe utilizzare al posto di legno, plastica, metalli.

Un team della George Washington University afferma di aver trovato un modo per usare l'anidride carbonica atmosferica per produrre nanofibre di carbonio ad alto rendimento.

Il sistema messo a punto nel nuovo studio prevede processi di tipo termico. In sostanza, l'anidride carbonica viene immersa in un bagno elettrolitico di carbonati fusi ad alta temperatura (750 gradi centigradi). A questo punto, alla cella elettrolitica viene aggiunta aria atmosferica e, producendo calore e corrente attraverso elettrodi di nichel e acciaio, la CO2 si dissolve, accumulando nanofibre di carbonio sull'elettrodo di acciaio.

Secondo gli scienziati, i costi di produzione di nanofibre con questo sistema si aggirerebbero intorno a 1000 dollari per tonnellata.

Gli studi sono stati confermati da molti esperti e centri di ricerca come l'American Chemical Society nel 2015 e non sembrerebbe una bufala, anche se non ha avuto seguito per l'alto costo di energia e per l'impossibilità di produrre quantità pari al legno di immense foreste per fermare l'effetto serra.

Per intenderci per ridurre l'effetto serra con la produzione di carbonio chimico andrebbe prodotta una quantità pari al legno contenuto nella foresta Amazzonica, una quantità immensa. Meglio salvare la foresta.

Personalmente ho fatto molti studi per produrre almeno 100 milioni di biomassa certificata all'anno solo in Italia, e miliardi nel mondo senza tagliare le foreste, con la canapa, gli sfalci agricoli, le foglie, le pigne, gli aghi di pino dei boschi e tanti altri metodi, vedi: http://domenico-schietti.blogspot.it/2015/09/i-metodi-piu-economici-per-stivare.html

Però se con gli eccessi di energia elettrica prodotta da migliaia di Motore Schietti venisse prodotta della fibra di carbonio, non sarebbe sbagliato. Diciamo 5 milioni di tonnellate all'anno in Italia, 70-100 milioni nel mondo.

Gli oggetti che si riuscirebbero a produrre sarebbe tantissimi, da auto, a mobili, biciclette, pattini, sci, utensili, oggetti per cui normalmente si usa la plastica, il metallo o il legno.

Ripeto, ho già fatto numerosi studi nel 2006 e non si potrebbe produrre fibra di carbonio pari alla quantità di legno contenuta nella foresta dell'Amazzonia o del Borneo o del Congo, o della Siberia o dei boschi dell'Appennino e delle Alpi. Impossibile. Meglio salvare le foreste.

Non sarebbe possibile costruire migliaia di Motore Schietti da adibire solamente alla produzione di carbonio da stivare nelle miniere di carbone in disuso. Avrebbe un costo impossibile.

Però con gli eccessi di energia non ci sarebbe nulla di male a produrre qualche milione di tonnellate di fibra di carbonio all'anno. E' mediamente più leggero e resistente della plastica, del legno e del metallo. Sarebbe un prodotto ottimo, ridurrebbe l'effetto serra, avrebbe un costo ragionevole.

Domenico Schietti
http://domenico-schietti.blogspot.it/

Ps: alcuni media hanno dato notizia che in Svizzera hanno attivato un metodo per produrre concime con anidride carbonica attraverso un processo che consuma energia. Non so se sia meglio produrre oggetti in carbonio o concime, però occorre sempre energia, quindi serve il Motore Schietti



Ho anche altre idee per stivare anidride carbonica come la centrale geotermica di Schietti a motore Stirling con serbatoio di anidride carbonica compressa profondo anche 300 metri per portare il calore in superficie. Il Motore Geotermico è ottimo per produrre energia senza bisogno di falde di acqua calda, serve solo calore terrestre. Con un differenziale termico di oltre 100 gradi può raggiungere la potenza di 10-20 MW.



Ogni cisterna di anidride carbonica compressa equivarrebbe a massimo un centinaio di grossi alberi, forse poco di più. Troppo poco per fermare l'effetto serra rispetto ad una foresta salvata o ad una coltivazione di alberi, anche se ne venissero realizzati decine di migliaia. Il Motore Schietti sarebbe molto più efficiente per produrre energia, però è un'idea fattibile.

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Si possono costruire anche Motori Atmos Le Coultre giganteschi. Il Motore Atmos fa girare la grossa rotella zigrinata dell'orologio sfruttando l'espandersi e il comprimersi di un gas, il cloruro di etile, con il variare della pressione e della temperatura atmosferica. Il Motore Atmos può funzionare anche con anidride carbonica anche se con resa minore del cloruro di etile che però è infiammabile, costoso e velenoso. Pensate a milioni di grosse cisterne di almeno 15 metri di diametro e 100 di altezza, in cui stivare anidride carbonica, con le quali si potrebbe arrivare a produrre 1 Megawatt di energia elettrica. Ogni cisterna alta 100 metri equivarrebbe ad almeno un centinaio di alberi. Troppo poco, meglio una foresta. E il Motore Schietti sarebbe molto più efficiente. Però è un'idea.



Poi un'altra idea sarebbe nel Motore Schietti di mettere anidride carbonica compressa al posto di mettere aria compressa. Se un Motore Schietti è alto 100 metri e contiene aria a 10 atmosfere, si potrebbe mettere anidride carbonica a 10 atmosfere, l'equivalente di qualche centinaio di grossi alberi. Troppo poco anche se ne venissero costruiti decine di migliaia, però è un'idea.



Poi si potrebbero fare cisterne da 1 metro cubo in fibra di carbonio facilmente trasportabili con dentro anidride carbonica a 10 atmosfere da stivare nelle miniere di carbone in disuso. Ogni cisterna equivarrebbe ad un albero.

O anche grandi cisterne da centinaia di metri cubi da lasciare come monumenti a monito per le future generazioni in parchi vicino ad alberi. Ma se pensate alle dimensioni della foresta dell'Amazzonia non servirebbe a nulla, si tratterebbe di qualche piccolo bosco sotto forma di anidride carbonica compressa.

Meglio salvare le foreste e lasciarle crescere in modo che il carbonio si immagazzini nei tronchi senza tagliarla per fare biomassa. E quindi la mia ricerca nel 2006 per stivare 100 milioni di tonnellate di biomassa all'anno in Italia senza tagliare alberi non era stupida. E non era stupida la serie di manifestazioni che organizzai nel 1989 per la prima campagna mondiale contro l'effetto serra fino alla grande manifestazione di Milano di 10 mila persone per salvare l'Amazzonia del Giugno 1989.

Domenico Schietti
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- I raggi solari riflessi nello spazio - L'idea potrebbe ridurre anche del 5% l'effetto serra - 

Sembra una stupidata, ma sono stati fatti i calcoli e la riduzione dell'effetto serra può arrivare anche al 5%.  Ridurre l'insolazione è un'alternativa a stivare anidride carbonica.

I raggi del sole verrebbero riflessi nello spazio e quindi il calore non si concentrerebbe sui tetti degli edifici surriscaldando le città in estate.

Lo stesso discorso vale per le auto bianche. Tutti sappiamo che un auto nera o scura in estate diventa un forno, Anche se di poco l'obbligo di auto bianche potrebbe ridurre sensibilmente l'effetto serra, diciamo l'1% per fare una cifra.

Alcuni si spingono ancora più in là e parlano di asfalti stradali con dentro tinture grigio chiaro anche se il riflesso del sole potrebbe dare fastidio ai guidatori. Però per i marciapiedi non vedo motivo di non farlo. Non proprio bianco, grigio chiaro. O almeno mettere dei vasi con delle piante, o fare delle aiole.

I tetti bianchi, le auto bianche ed i marciapiedi grigi chiari ridurrebbero la temperatura nelle grandi città in estate di almeno 2-3 gradi diminuendo l'utilizzo dei condizionatori e il consumo di energia del 10-15%.

Un esempio in questo senso viene dalla California, dove dal 2005 tutti gli edifici commerciali devono avere il tetto dipinto di bianco e si pensa di estendere l'obbligo anche al residenziale.

Domenico Schietti
http://domenico-schietti.blogspot.it