FOTOVOLTAICO IN CITTÀ: IL POTENZIALE REALE IN ITALIA
Molti si chiedono quanta energia potremmo produrre in Italia se sfruttassimo ogni superficie già urbanizzata: tetti delle case, coperture delle aziende, pensiline dei parcheggi, giardini delle ville e persino i balconi dei condomini.
Facciamo un calcolo volumetrico concreto incrociando i dati tecnici attuali della rete e delle superfici disponibili in Italia rispetto al fabbisogno nazionale con l'aiuto di Gemini
1. I dati di partenza e le superfici disponibili
Fabbisogno elettrico nazionale italiano: Circa 310-320 TWh all'anno.
Superficie dei tetti (Residenziali e Industriali): In Italia ci sono oltre 1,4 miliardi di metri quadri di coperture utili. Considerando l'orientamento ottimale e le ombreggiature, circa 450-500 milioni di metri quadri sono perfettamente idonei all'installazione.
Aziende e Centri Commerciali: I capannoni industriali e logistici offrono enormi superfici piane, ideali per installazioni rapide e ad alta densità.
Parcheggi e Aree di Sosta: Coprire i grandi parcheggi pubblici, dei supermercati e delle stazioni con pensiline fotovoltaiche offre una doppia utilità: ripara le auto dal sole e genera energia senza consumare suolo.
Giardini di ville e Balconi: L'integrazione di piccoli impianti a terra (giardini) o di moduli da balcone (plug-and-play) permette un contributo diffuso direttamente nei centri urbani.
2. Il potenziale di produzione del fotovoltaico diffuso
Oggi un metro quadro di pannelli solari di moderna generazione produce mediamente tra i 180 e i 220 kWh all'anno a seconda della latitudine (con picchi maggiori al Sud).
Se sommiamo il potenziale complessivo di tutte queste superfici urbane integrate, la capacità installabile stimata dai centri di ricerca energetica è di circa 75-80 GW di potenza.
80 GW installati x 1.250 ore equivalenti medie fa circa 100 TWh/anno
Risultato Urbano: Sfruttando tetti, aziende, parcheggi e balconi si possono produrre circa 100 TWh all'anno. Questo significa coprire da soli il 31-32% dell'intero fabbisogno elettrico nazionale italiano, azzerando i consumi di giorno direttamente dove l'energia serve (autoconsumo).
3. Il problema delle ore di punta e la coincidenza con l'Agrivoltaico
Il fotovoltaico diffuso produce il massimo dell'energia nelle ore centrali della giornata (dalle 11:00 alle 15:00). In quelle esatte ore, se l'Italia implementasse anche il piano massiccio di Agrivoltaico sui campi incolti e semiaridi (che da solo può generare centinaia di TWh), si verificherebbe un fenomeno inevitabile: una sovrapproduzione di energia.
Nelle ore centrali della giornata, la rete elettrica tradizionale non sarebbe in grado di assorbire tutta questa corrente, rischiando il sovraccarico (il cosiddetto effetto della "curva a papera").
4. La soluzione definitiva: Convertire il surplus in E-Fuels
Invece di staccare gli impianti o sprecare l'energia in esubero, questa enorme ondata di corrente diurna derivata dalla combinazione tra fotovoltaico diffuso e agrivoltaico diventa la materia prima ideale per le industrie di raffinazione sintetica.
L'energia in eccesso viene inviata direttamente agli impianti di elettrolisi per produrre idrogeno verde.
Scaldando l'acqua a 1000 gradi tramite specchi solari concentrati, il fabbisogno energetico per produrre l'idrogeno si dimezza (25 kWh al kg invece di 50).
L'idrogeno ottenuto viene combinato con la CO2 catturata dall'aria per produrre E-Fuel (carburante sintetico liquido).
In questo modo, la sovrapproduzione solare delle città e dei campi del Sud non grava sulla rete elettrica, ma viene accumulata sotto forma di benzina e gasolio sintetici, pronti per essere stoccati nei serbatoi e distribuiti attraverso la rete esistente per alimentare tir, navi, aerei e automobili a emissioni zero.
In alternativa al fotovoltaico diffuso in Italia, resta valida la soluzione del Fotovoltaico di Schietti nel Sahara per produrre E-fuel su scala globale: https://domenico-schietti.blogspot.com/2026/03/rivoluzione-e-fuels-e-fotovoltaico-in.html
